sinèlive #8: TESTA ROSSA - GIOVEDI’ 24 Novembre @ SINE’, Porto Viro (RO)

Domani è l’ultimo Giovedì utile dell’anno, davvero. Non è uno di quei discorsi di commiato classici, non è tipo quando ti dicono “vieni domani o mai più perchè finiscono i saldi” anche se non è vero, non è come quando vieni lasciato e si dice “tanto restiamo amici e ci vediamo in giro” e non è vero perchè nessuno dei due vuole rivedersi. Domani è veramente l’ultimo Giovedì dell’anno per la programmazione che Soviet Wife e il Sinè hanno portato avanti insieme in questi due mesi. Che poi è vero, si tornerà con l’anno nuovo e con altri concerti ganzi sempre tirati su dai noi e il Sinè, ma oggi dobbiamo tingerci il volto di tristezza come se fosse l’ultima volta delle ultime volte, così, per portare al massimo lo share, il drama. E quindi si inizia ringraziando tutti quelli che sono venuti a suonare, tutti quelli che leggevano queste cose su questo tumblr, tutti quelli che sono venuti a vedere i concerti, a salutarci, a bere, per andare al bagno, per stare al caldo finchè il carro attrezzi portava via la loro auto. Col caldo, col freddo, col nebbione, col nebbione freddo. Bene. Come conclusione annuale di sinèlive (ma non dovrei dirvi che a Dicembre facciamo anche la festa di Natale) abbiamo chiamato i Testa Rossa e visto che in molti ci hanno chiesto “chi sono i Testa Rossa?” guardandoci come i cani quando gli fai un gioco di prestigio con le carte, cerchiamo di spiegarlo qua a tutti.
I Testa Rossa sono un trio italo-francese, italo-parigino se volete la pignoleria, fatto da gente che viene direttamente -e qui mi tremano le dita- dalla scena noise-pop (potrei buttarvi lì Combuzat e la combriccola de L’Enfance Rouge, bomba e diversi dischi della vita all’attivo). Cosa significa tutto questo? Che non sono gli Arab On Radar nè gli Aids Wolf nè i Black Dice, ma suonano qualcosa di molto più gradevole e pret-a-porter (gli accenti giusti ve li scordate, io non parlo una parola di francese), una specie di mareggiata sonora più diluita che mischia un cantato femminile tra il pop e il folk a delle botte decisamente rock, senza mai tendere alla piacevole sensazione di fastidiosità che il namedropping precedente potrebbe suscitare. In parole povere significa che sono potenti e ve l’ho spiegato senza tirare in ballo i paragoni e i luoghi comuni con la Ferrari, Outrun, Magnum P.I e Jamiroquai. Qua vi ascoltate il loro ultimo disco.





