Nov 23 2011

sinèlive #8: TESTA ROSSA - GIOVEDI’ 24 Novembre @ SINE’, Porto Viro (RO)

Domani è l’ultimo Giovedì utile dell’anno, davvero. Non è uno di quei discorsi di commiato classici, non è tipo quando ti dicono “vieni domani o mai più perchè finiscono i saldi” anche se non è vero, non è come quando vieni lasciato e si dice “tanto restiamo amici e ci vediamo in giro” e non è vero perchè nessuno dei due vuole rivedersi. Domani è veramente l’ultimo Giovedì dell’anno per la programmazione che Soviet Wife e il Sinè hanno portato avanti insieme in questi due mesi. Che poi è vero, si tornerà con l’anno nuovo e con altri concerti ganzi sempre tirati su dai noi e il Sinè, ma oggi dobbiamo tingerci il volto di tristezza come se fosse l’ultima volta delle ultime volte, così, per portare al massimo lo share, il drama. E quindi si inizia ringraziando tutti quelli che sono venuti a suonare, tutti quelli che leggevano queste cose su questo tumblr, tutti quelli che sono venuti a vedere i concerti, a salutarci, a bere, per andare al bagno, per stare al caldo finchè il carro attrezzi portava via la loro auto. Col caldo, col freddo, col nebbione, col nebbione freddo. Bene. Come conclusione annuale di sinèlive (ma non dovrei dirvi che a Dicembre facciamo anche la festa di Natale) abbiamo chiamato i Testa Rossa e visto che in molti ci hanno chiesto “chi sono i Testa Rossa?” guardandoci come i cani quando gli fai un gioco di prestigio con le carte, cerchiamo di spiegarlo qua a tutti.

I Testa Rossa sono un trio italo-francese, italo-parigino se volete la pignoleria, fatto da gente che viene direttamente -e qui mi tremano le dita- dalla scena noise-pop (potrei buttarvi lì Combuzat e la combriccola de L’Enfance Rouge, bomba e diversi dischi della vita all’attivo). Cosa significa tutto questo? Che non sono gli Arab On Radar nè gli Aids Wolf nè i Black Dice, ma suonano qualcosa di molto più gradevole e pret-a-porter (gli accenti giusti ve li scordate, io non parlo una parola di francese), una specie di mareggiata sonora più diluita che mischia un cantato femminile tra il pop e il folk a delle botte decisamente rock, senza mai tendere alla piacevole sensazione di fastidiosità che il namedropping precedente potrebbe suscitare. In parole povere significa che sono potenti e ve l’ho spiegato senza tirare in ballo i paragoni e i luoghi comuni con la Ferrari, Outrun, Magnum P.I e Jamiroquai. Qua vi ascoltate il loro ultimo disco.


Nov 16 2011

sinèlive #7: The Record’s - GIOVEDI’ 17 Novembre @ SINE’, Porto Viro (RO)

E’ giusto cominciare così, con una foto che sembra l’active motion dei Madness e con un namedropping casuale, dei Madness appunto, che non c’entra una fava. I Record’s -che adesso si chiamano The R’s dopo che un conflitto di nomi con una band inglese omonima li ha costretti a licenziare vocali e consonanti successive al governo tecnico della R- non c’entrano molto nemmeno con l’Italia se li si ascolta ed è non solo per questo che qui da noi sono considerati come il miglior prodotto pop della scena dell’ultimo anno. Ennesimo parto artistico della Brescia che vuol bene, con l’ultimo disco De Fauna Et Flora uscito per Foolica hanno messo d’accordo un po’ tutti sul fatto che non si fosse davanti al solito pappone retrò, nostalgico e agli arresti domiciliari per contraffazione di Beatles. C’è quel qualcosa in più che sa un po’ di bei tempi dei beach Boys andati, insieme ad una produzione fresca che ammicca e ci viene ad invitare a ballare anche quando siamo seduti sul divanetto a guardare la moquette e siamo vestiti male, perchè questo è l’effetto che facevano i Beach Boys e questo fanno i The Record’s/R’s: esigono la tua attenzione, ti stalkerano in radio, ti suonano il campanello e poi scappano dopo averti lasciato un pezzo fisso in testa. Un gruppo pop che ha i pezzi non lo si sentiva da almeno 5 anni, che nell’indiemondo sono tipo sette aani-cane e mezzo e lo sapete che un anno di un cane vale di più di un anno-bipede e meno di un anno-progressive. Giovedì vengono a suonare al Sinè e non serve che vi minacci come al solito mettendo la pistola sul tavolo accanto alla foto della vostra coperta preferita: sapete che dovete esserci, perchè è roba grossa. E cazzo, se non venite ve la brucio quella copertina preferita.

Per stare sul pezzo, è bene che sappiate che qualche giorno fa è uscito il loro video nuovo che è in rotazione un po’ ovunque, anche su MTV e io non sapevo esistesse ancora l’MTV coi video, pensavo esistesse solo quello con i format delle sedicenni che compiono gli anni, per cui sono contentone almeno il doppio.


Nov 09 2011

sinèlive #6: LE MAN AVEC LES LUNETTES - GIOVEDI’ 10 Novembre @ SINE’, Porto Viro (RO)

Siamo fuori tempo massimo per pensare al futuro, per congetturare su percentuali che salgono e speranze che scendono. C’è chi si prepara ad uno scenario di default simile alle wasteland di Hokuto No Ken, chi pondera l’opzione di cedere all’hippiesmo e chi -per tifo contrario- allo yuppismo vendicativo considerando di mettere su un’azienda che installa porte blindate. E poco importa se la prossima linea di ricatto economico sarà mandare qualcuno alla BCE con un impermeabile imbottito di “pagherò” e dati sul nostro debito sparso tra le banche d’Europa, come nei film dove il tizio tenuto sotto tiro dai mitra si allenta la cintura mostrando un gilet fatto di esplosivo ed urla “se muoio io mi venite dietro”. Questo è il tempo giusto per smettere di speculare sul futuro, smetterla di leggere cose sul presente e legarsi, invece, al tradizionalismo. Al passato prossimo che non stanca mai e dove si stava sempre bene. E se trasponi tutto questo nel mondo dell’indiequalcosa italiano devi per forza pescare nel cesto del pop (oppure aprire lo zainetto con le borchie dell’emo99, ma non è questo il caso) e se ti capitano in mano proprio i Le Man Avec Les Lunettes allora hai davvero vinto tutto: i Le Man Avec Les Lunettes sono i dolmen e i menhir del pop italiano ai tempi del DIY di metà anni zero, sono IL focolare domestico senza il marito che picchia la moglie, sono la staccionata bianca della casa nella prateria dei nostri dischi preferiti e sono il gruppo con uno dei nomi più belli degli ultimi dieci anni, davvero. E’ twee da morire, però è bellissimo. 

Tornano a suonare qua da noi al Sinè (ci erano già stati nel 2005) e hanno anche il violoncello, no dico, il violoncello: io sono già in sintonia con lo stare bene solo scrivendolo.


Nov 02 2011

sinèlive #5: ATARI - GIOVEDI’ 3 Novembre @ SINE’, Porto Viro (RO)

“Vieni a fare i compiti da me dopo il Catechismo?” era il messaggio cifrato, ma neanche tanto, che più mi piaceva quando avevo otto anni. C’erano un sacco di cose che stavano a significare dell’altro in una semplice domanda diretta: i “compiti” diventavano inevitabili otto ore di Pitfall sull’Atari Jaguar, “da me” era sempre la casa di un altro che ancora non si era contattato e “Catechismo” era un gotha di bambini neanchedecenni che si sarebbero ricordati di quei pomeriggi solo per quel che riguarda le teenager settarole e le future seghe adolescenziali. E’ bello notare che in quella domanda diretta ci siano le due cose che più ci hanno divorato il cervello usando il nostro scalpo come tovagliolo: i videogiochi e la figa. Loro il bis non avevano nemmeno bisogno di chiederlo, glielo si offriva senza dire nulla, col sorriso del morfinomane soddisfatto per la nuova dose. Amarcord di prima classe per celebrare la sfiga e la scarsa ragione sociale, retaggio di quelle scelte malviste da chi andava a giocare a pallone o aveva la fissa dello skateboard da una parte e chi è diventato attivista cattolico dall’altra. E non si può fare a meno -o almeno io non ci riesco- di pensare a tutto questo quando per il primo Giovedì di Novembre si chiamano a suonare gli ATARI, che vengono da Napoli alla faccia delle trasferte brevi, al Sinè per asciugare la nebbia coi suonini elettronici e la cassa quasi dritta. Si sono raffinati in qualcosa di più complesso, quasi un immaginario sospeso tra il vintage-quasi-hipster e lo steampunk, rispetto a quando portavano in giro su MTV questa e l’hanno fatto nello spazio di due dischi di cui l’ultimo (Can eating hot stars make me sick?) è appena uscito e ce lo vengono a suonare in faccia.

“Venite a vedere gli Atari Giovedì sera dopo il caffè?” Seriamente. Non è un messaggio cifrato come quell’altro. A pensarci bene non è da intendersi nemmeno come una domanda.


Oct 26 2011
1 note

sinèlive #4: THE VICKERS - GIOVEDI’ 27 OTTOBRE @ SINE’, Porto Viro (RO)

Ad un certo punto della vita di chiunque ascolti dei dischi si arriva ad un punto in cui si ergono delle barricate coi sacchi di sabbia del pregiudizio, è inevitabile. A me è successo coi gruppi il cui nome inizia col determinativo “THE”. Saranno dieci anni che prima di fidarmi di qualcuno che si chiama “I QUALCOSA” in inglese devo prima consultare un pool di esperti del buongusto composto da Frattini di TeleMarket, Walter Veltroni e il mio tabaccaio. 

Quando nel 2009 mi arrivò il promo di KEEP CLEAR dei THE VICKERS Veltroni era occupato a scrivere un libro su Woodstock, Frattini stava ancora cercando di entrare al Parlamento Europeo e il mio tabaccaio era un cinese, quindi ho dovuto andare in fiducia per vincere la paura dell’articolo determinativo asettico, quello che quando lo leggi sulla copertina di un disco che suona come un quadretto da NME ti prende inevitabilmente male. E invece. Keep Clear era un disco notevole con dentro dei pezzoni notevoli e soprattutto funzionava alla perfezione come punto di inizio di una label giovane e attenta come lo era (è) Foolica. Bene, con quel disco i Vickers ci hanno girato parecchio anche all’estero dove hanno gli anticorpi contro la fobia del “THE” e non è che fanno suonare sempre gli italiani, solo quelli buoni.

Quest anno è uscito l’altro disco che si chiama Fine For Now e che è un po’ la risposta più onesta alla domanda “How are you?” , non è cambiato molto l’indirizzo rispetto al 2009. Sarà che i Vickers non giocano a fare gli inglesi o gli americani, sarà che nel 2011 ogni cosa suonata è derivativa, ma io le cose derivative fatte bene le apprezzo sempre e i Vickers non hanno mai sbagliato nulla in questo senso: restano sempre pieni di singoloni, restano sempre gli ottimi brit-fiorentini che erano prima e siamo contenti di averli chiamati a suonare al Sinè questo Giovedì, che noi non siamo internazionalisti ma ci piacciono solo le robe fighe. 


Oct 19 2011

sinèlive #3: CAPTAIN MANTELL - GIOVEDI’ 20 OTTOBRE @ SINE’, Porto Viro (RO)

In occasione del 10° Anniversario della Giornata Mondiale sul Complottismo -che non tutti sanno cadere il 20 Ottobre, data nella quale iniziarono a circolare le primi foto compromettenti riguardanti il rapporto tra gli Alieni Rabbini della quarta dimensione e l’Undici Settembre- Soviet Wife e sinèlive hanno deciso di celebrare il tutto facendo suonare i Captain Mantell , ovvero il gruppo dove suona il primo membro dell’aviazione ad aver avvistato un UFO. C’è un codice di abbigliamento specifico da seguire che prevede come solo ed unico accessorio e minimo comun denominatore uno scolapasta argentato in testa per poter conversare liberamente senza che i nostri pensieri finiscano nella sfera optima-mastermind-alienoide e vengano usati per aprire nuove banche atte a controllarci. 

I Captain Mantell girano da parecchio tempo e se fossimo stati morsi sul collo da M@rio Luzz@tt0 Fegiz li defineremmo “realtà affermata” parlando poi delle “visionarie idee di mischiare il rock con l’elettronica” (cose da dire già vecchie nel ‘63). Ecco, facciamo che no. Facciamo che parliamo di loro come un trio di pionieri spaziali che con autarchia e pezzi provenienti dallo sfasciacarrozze dei Devo e dell’elettroclash hanno tirato su un’astronave costruita nel giardino sul retro del tecno-pop anni ottanta e ci hanno fatto diversi viaggioni. Con una Korg Electribe senziente, tipo Hal9000, hanno fatto diverse missioni come Long Way Pursuit, Rest In Space e Ground Lift (appena uscito e se venite domani ve lo fanno dal vivo e mi sa che ve lo potete pure comprare), tutte perfettamente compiute e dal vivo hanno aperto a gente tipo i Chemical Brothers, giusto per sottolineare il fatto che meritano un casino.


Oct 10 2011

sinèlive #2: SOVIET SOVIET - Giovedì 13 Ottobre @Sinè, Porto Viro(RO)

Il colonello Dremetzki che fa le previsioni del tempo su TeleVladivostok ha detto che è arrivato l’Autunno ovunque e ho deciso di credergli perchè stava trasmettendo dall’interno di un missile V2 privato del reattore quindi la sua credibilità era ai massimi storici. Proiettata sulla carcassa del razzo popolare V2 la mappa satellitare diceva che le temperature massime erano di dieci gradi,le minime avevano già un segno meno davanti e le immagini di repertorio mostravano un montaggio di stufe funzionanti miste a orsi che correvano nelle grotte per andare in letargo. E’ tempo di rivoltare gli armadi, mettere il pigiama con le maniche lunghe, ordinare il Montenegro liscio, smettere di ascoltare il surf pop da canottiera che parla di aperitivi in spiaggia. Ritornano il grigiore e i nasi arrossati, si può tornare a ballare dondolando fissandosi le scarpe e si possono venire a vedere i SOVIET SOVIET che ben si conformano a tutto questo immaginario. Tra i Be Forest e i Soviet Soviet dicono che Pesaro sia la nuova retroguardia di quegli anni ‘80 della new-wave e del post punk verticale, l’Ibiza della tristezza, la Lloret De Mar dei barbiturici e cose così, ma la verità è più semplice e riguarda il fatto che probabilmente Pesaro sorge su un cimitero indiano di veterani zaristi le cui radici ed ispirazioni stanno permeando la zona. No, è che sono forti e che in Italia non ci stancheremmo mai di ascoltare cose che ci ricordano gli anni ‘80 (poco nostri, molto degli altri) e le chitarre riverberate. I Soviet Soviet sono in giro da un po’, hanno fatto uscire degli EP incredibili e l’ultimo si chiama “Summer, Jesus”: sono più tirati, più lucidi e più marci di qualsiasi riferimento post-qualcosa possa venirvi in mente. Sono i Teenage Panzerkorps della porta accanto, gli Horrid Red del parchetto, hanno un video non ufficiale su youtube con il footage di “Tetsuo l’uomo d’acciaio” e suonano questo Giovedì al Sinè.


Oct 04 2011

SOVIET WIFE presenta Sinèlive: programma di Ottobre/Novembre

Una delle banfe da bar più gettonate alla fine degli anni novanta riguardava due cose: il Giovedì sera e una pizzeria pacchiana. La pizzeria pacchiana dopo le undici di sera diventava un night club con le spogliarelliste, dicevano, ma solo il Giovedì e solo per chi conosceva il saluto speciale. Non sono mai riuscito a capire se fosse vero o meno, ma una volta al Giovedì ci sono entrato ed era pieno di uomini in borghese maccheronico con cappello e occhiali da sole che leggevano il giornale di due giorni prima: la vita in provincia è bella perche’ riusciva a romanzare e creare aspettativa attorno a semplici gesti come dare la mancia ad una donna che ti ha servito la pizza fino alle 22:59 e che alle 23:01 -sempre se sai il saluto speciale- si sta spogliando sul tavolo da biliardo davanti ad una selva di sosia imbolsiti di Humphrey Bogart. 

Tutta sta premessa balorda per dire che SOVIET WIFE ha organizzato una rassegna di serate dove facciamo suonare della gente ganza al Sinè, che è un locale bellone a Porto Viro (RO) dove si beve tanto e c’è sempre un sacco di gente ma soprattutto non si muore dentro come nel resto del delta del Mekong Po.

Si suona tutti i Giovedì sera dalle dieci e qualcosa, non ci sono spogliarelliste e non serve nessun saluto speciale: si viene e si sta bene perchè è gratis. Lì sopra c’è il flyer che ci ha disegnato CAKEBYCAKE e potete vedere il programma nella sua interezza e supremazia geometrica col pentagono della fotta che regna sovrano.

Si inizia Giovedì con i MAGNOLINA COLLECTIVE che sono un po’ i Run DMC della bassa, però solo coi dischi, i piatti che girano e le scratchate. Nella piramide alimentare della cultura musicale loro sono al vertice perchè sono dei DJ, perchè suonano tanto freestyle e perchè hanno dei campioni che partono dai Pink Floyd e arrivano a Borgore portandosi dietro tutto quello che c’è in mezzo, con buona pace di Henry Rollins 

Questo è DJ Bicchio dei Magnolina Collective che scratcha insieme al suo aiutante Duca.


Sep 26 2011

Start Up

Ci siamo, col tumblr rattoppatissimo ma feroce. A breve arrivano anche il roster e il resto.